TIRODIL 30cps 500mg

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tirodilnLo iodio è un micronutriente troppo spesso sottovalutato. In Italia sono sei milioni i soggetti che hanno problemi di gozzo cioè presentano un ingrossamento della tiroide, più del 10% della popolazione del nostro paese, e l'impatto economico di questa malattia è stimato in oltre 150 milioni di euro all'anno.

Addirittura, nella sola popolazione giovanile, il gozzo interessa almeno il 20% delle persone. La causa è principalmente il deficit di iodio ambientale, o di scarsa alimentazione di cibi ricchi di iodio. La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Lo iodio è presente nel corpo umano in quantità di 15-20 mg., e l'apporto giornaliero è stimato in 150 mcg. al giorno. Lo iodio è un elemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Questi ormoni stimolano il consumo di ossigeno a livello cellulare e prendono parte al processo di metabolizzazione dei grassi e dei carboidrati. Gli ormoni tiroidei sono costituiti dalla tiroxina T4 e dalla triodiotironinaT3. Essi per il 65% sono costituiti da iodio. L'assunzione dello iodio giornaliera è fondamentale. Nelle zone dove lo iodio è insufficiente avremo pertanto patologie che vanno sotto il nome di Gozzo Endemico, dovute all'ipertrofia della ghiandola per carenza di iodio e per stimolazione da TSH. Il gozzo tiroideo rappresenta la più frequente manifestazione clinica della carenza nutrizionale di iodio. Lo iodio è un elemento essenziale per la crescita e lo sviluppo umano e il gozzo endemico rappresenta una malattia d'adattamento, conseguente alla stimolazione cronica della ghiandola Tiroide da parte della Tireotropina. Nelle popolazioni esposte a carenza di iodio si possono avere anche altre manifestazioni, quali aumentata tendenza all'aborto, aumento della natimortalità, ipotiroidismo neonatale quasi sempre transitorio, deficit neuropsicologici e cognitivo minori, fino al cretinismo, disturbi definiti disordini da carenza iodica. Il gozzo è normalmente più frequente nelle zone collinose o montane dove i livelli di iodio nel suolo sono più bassi. La iodio profilassi, in grado di eliminare le malattie da carenza iodica, è ancora inadeguata in Italia, in quanto il sale iodato consumato è meno del 3% di tutto il sale alimentare. La tiroide è avida di iodio e capta tutto lo iodio a disposizione in circolo (trappola degli ioduri) in virtù di un meccanismo a pompa di trasporto attivo energia-dipendente. La captazione dello iodio dipende da un ormone dell'ipotalamo, o TSH, od ormone della stimolazione della tiroide. Lo iodio captato viene, a sua volta inglobato nei radicali tirosinici della tireoglobulina, tramite un processo di ossidazione, catalizzato da un sistema perossidasico. Anche questa tappa metabolica appare modulabile ed è sotto lo stimolo del TSH. Lo iodio verrà così depositato come tiroxina o T4 con 4 molecole di iodio, o triodiotironina o T3 nell'ambito della molecola di tireoglobulina. La principale trasformazione metabolica degli ormoni tiroidei si attua attraverso consecutive rimozioni di singoli atomi(monodeiodinazioni) che conducono in ultimo alla perdita totale del contenuto iodico e della attività biologica della molecola. L'azione da più tempo nota degli effetti biologici degli ormoni tiroidei è dato dall'aumento del consumo di ossigeno e la produzione di calore. Tali effetti dipendono dal fatto che T3 e T4 attivano la respirazione cellulare ed il metabolismo. Il rischio di una carenza di iodio è elevato perchè cibi raffinati, diete ipocaloriche, inferiori a 1200 calorie, alimenti ottenuti con sistemi di allevamento e di produzione intensiva possono fornire dosi insufficienti di iodio. Quando la carenza di iodio scende al di sotto di 40 microgrammi di iodio al giorno, compare il gozzo: aumento patologico del volume della tiroide. Si calcola che in Italia siano colpite di gozzo almeno 5-6 milioni di persone, talvolta senza una loro piena consapevolezza. Accanto ad una insufficiente assunzione giornaliera di iodio vi sono abitudini di vita in grado di alterare l'assorbimento e l'utilizzo dello iodio da parte della tiroide, come il fumo con i suoi tossici tiocianati e l'uso prolungato di anticoncezionali. Lo iodio e la donna La donna è più colpita da carenza iodica perchè ha un particolare rapporto fisiologico con la tiroide. Gli estrogeni femminili agiscono favorendo l'eliminazione urinaria dello iodio. Inoltre lo iodio viene eliminato anche attraverso il sangue mestruale. Il bilancio nutrizionale tra entrata e uscita dell'organismo in età fertile deve essere sempre in equilibrio. Se l'assunzione alimentare di iodio è carente, l'eliminazione di iodio con il sangue mestruale e con l'urina porta ad un bilancio negativo con la comparsa del gozzo e i altre gravi patologie, in particolare durante la gravidanza. La tempesta ormonale che si scatena durante la gravidanza nell'organismo femminile non risparmia la tiroide. E se normalmente le disfunzioni di questa ghiandola sono da 4 a 5 volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini, durante la gestazione il rischio aumenta ancora di più. Durante la gestazione, infatti si verificano molti cambiamenti nel bilancio ormonale tiroideo. Si verifica anche un aumento dei livelli di TSH, l'ormone prodotto dall'ipofisi che regola l'attività della tiroide. Inoltre, la presenza di un enzima, la deionidasi di tipo 2 nella placenta, favorisce il rilascio dello iodio dalla molecola dell'ormone tiroideo. Quindi ci sono tutte le premesse per assistere ad una stimolazione della tiroide orientata verso un deficit di iodio, che può evolversi in ipotiroidismo con aumento del volume della ghiandola. Durante la gravidanza e l'allattamento, dunque, il fabbisogno di iodio può aumentare e la mamma deve assicurare un corretto apporto di iodio anche al proprio bambino; in gravidanza tale carenza può portare a complicazioni anche gravi, come aborto, parto prematuro, e maggiori rischi di mortalità per il neonato. Durante l'allattamento il bambino attinge dalla madre lo iodio necessario per la crescita: una carenza temporanea può provocare ipotiroidismo nel neonato e, se la carenza persiste, può portare a ritardi nello sviluppo del bambino che può essere colpito nelle funzioni intellettuali (cretinismo), ritardo mentale, problemi di udito, danni al cervello, (paresi spastica, nanismo ecc.). METABOLISMO E ORMONI TIROIDEI Il consumo di ossigeno e la produzione di calore sono direttamente proporzionali alla produzione degli ormoni tiroidei; una variazione in negativo od in positivo di questi ormoni determina un aumento o una diminuzione del consumo di ossigeno influenzando l' aumento o l' abbassamento del calore (temperatura corporea); ne deriva che il metabolismo generale dell'organismo e lo stesso metabolismo basale sono controllati direttamente dalla tiroide. Lo iodio in dosi fisiologiche e in soggetti affetti da ipotiroidismo, può stimolarne il funzionamento, ciò comporta uno stimolo del metabolismo basale, con conseguente incremento della metabolizzazione dei grassi, accelerando il ricambio e favorendo l'organismo a bruciare i grassi di riserva con azione dimagrante. Tirodil : E' un integratore vitaminico minerale completo a base di iodio, arricchito in ferro, calcio, acidi grassi polinsaturi, acido folico, selenio, coenzima Q10 e vitamine. La sua formulazione è stata studiata appositamente per rispondere alle esigenze nutrizionali di un corretto funzionamento della tiroide e per rispondere alle esigenze nutrizionali della donna in gravidanza, nel post partum e durante l'allattamento. Un funzionamento corretto della tiroide materna è necessario per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto. La supplementazione di iodio favorisce lo sviluppo intellettivo del bambino. Lo iodio inoltre in soggetti ipotiroidei favorisce il metabolismo favorendo l'organismo a bruciare i grassi di riserva. L'ipotiroidismo materno, presente o insorto durante la gravidanza, può compromettere lo sviluppo cerebrale del nascituro causando significative alterazioni del suo QI (quoziente intellettivo). Le persone anziane mostrano una aumentata prevalenza della sindrome ipotiroidea che colpisce sopratutto le donne in menopausa. Anche in in questo caso, se non riconosciuto e trattato, l'ipotirodismo può causare disturbi della memoria e del tono dell'umore, rallentamento del metabolismo basale con tendenza all'aumento di peso. 

Gli integratori non vanno considerati come sostituti di una dieta variata ed equilibrata.

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